L’AI non ti ruba il lavoro (è molto peggio!)

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AI ti Ruba Il Lavoro

AI ti Ruba Il Lavoro

Tutte bugie: l’AI non ti ruba il lavoro

Ti dicono che l’intelligenza artificiale sta per rubarti il lavoro? Bugie. Ti raccontano che finirai sul divano a fissare il soffitto mentre un robot fa quello che facevi tu? Ancora più bugie. Il problema con l’AI è un altro, ed è infinitamente peggiore.

Il lavoro cambia, ma il vero problema è un altro

Non è il tuo lavoro che sta per sparire: quello cambia, si evolve, come è sempre successo. Ma stavolta il rischio è diverso, più subdolo e inquietante.

L’AI non è il nemico; il vero nemico è chi la controlla. Parlo delle Big Tech, dei giganti come Google, Microsoft, Amazon. Quelli che hanno già in mano ogni aspetto della tua vita digitale.

Il club esclusivo delle Big Tech

Queste mega aziende stanno trasformando l’AI in un club esclusivo: tu resti fuori, loro decidono cosa puoi usare, come puoi usarlo e quanto devi pagare per farlo.

E la tua libertà di creare, innovare, guadagnare? Quella rischia di scomparire sotto un watermark invisibile, una firma digitale che dice che ciò che crei non ti appartiene davvero.

Spotify e la fine della musica umana

Spotify sta già testando brani musicali generati al volo da AI, lasciando fuori proprio gli artisti che l’hanno resa grande. E questo è solo l’inizio.

La via d’uscita: open source, ma fatto bene

La soluzione c’è, ma non è facile. Si chiama open source, AI decentralizzata. Ma non basta dire “facciamolo”:

Serve che sia semplice, sexy e accessibile a chiunque, non solo a chi scrive codice.

Altrimenti, prepariamoci a vivere nella gabbia dorata costruita dalle Big Tech.

Il video che ti apre gli occhi

Vuoi davvero capire cosa sta succedendo e perché è fondamentale svegliarsi subito?

Guarda il video completo sul canale Geekandhack

Preparati: dopo non vedrai più l’AI con gli stessi occhi.

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